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L' alfabeto del veneto standard è composto dalle seguenti lettere:
A B C D E F G H I J L L M N O P Q R S T U (Û) V X più i gruppi cononantici S·C , ZS , ZX
Diversamente da quanto accade di solito in italiano, alcune di queste lettere (o gruppi di lettere) hanno due o più pronunce differenti: non sempre ogni lettera ha un unico suono. In questo modo si possono scrivere le parole venete in una forma unica e univoca per tutti, ma si lascia piena libertà di lettura e parlata ad ognuno secondo le peculiarità della propria variante veneta. Combinando questi simboli si arriva anche a "riassumere" graficamente 4-5 varianti diverse mantenendo vive le diverse parlate.
Np, Nb in ven. si leggono e quindi si scrivono al posto di mp , mb (come in spagn. antico)
tenpo (it. tempo) ; canpo (it. campo)
ganbe (it. gambe) ; canbiar (it. cambiare)
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-o , -e in fine di parola possono essere pronunciate o mute (come portog. fundo = fundu , fund )
tenpo = / tènpo, tènp / ; gato = / gato, gat / ;
mónte = / mónte, mónt / ; toco = / toco, toc /
_________________l , £ si legge come "L, l " normale oppure come una "e " brevissima o mutala bala = / la bàla, a bàea /
el mola = / el mòla, el mòea /
ciàcole = / ciàcoe, ciàcole /
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- J , -j si può leggere come "i " brevissima o come "gi "
faméja = / faméia, famégia / ; ojo = / oio, ogio /
maravejarse = / maraveiarse, maravegiarse /
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S, s sempre come "s" dura-ma-singola (come spagn. paso = it. passo)
non come la s-italiana "vaso, rose" (che è sonora è non dura)!
se ; paso = / pa-so / ; pasar = / pa-sàr /
casa de pere = / ca-sa de pere / ; musi = / mu-si / (=it. asini)
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ZS, zs sia come s dura qui sopra, sia come interdentale dura z, zh, th
zsavate = / zhavate, zavate, savate /
zsoca = / zhoca, zoca, soca /
giazso = / giazho, giaz[o], gia-so, giatho /
e quindi anche
zsinque = / zinque, sinque, thinque /
zsità = / zità, zhità, sità /
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X, x sempre come s sonora ital/ingl. di "rose, case"
xe = / sè / ; roxe = / rose / ; vixion = / visión /
caxa demontagna = / casa de montagna / ; muxi = / musi / (it. facce, musi)
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ZX, zx sia come x qui sopra (= s sonora di "rose") , sia come interdentale sonora z
mezxo = / mèzo, mèxo / ; verzxo = / vèrzo , vèrxo /
zxónta = / zónta, xónta / ; zxente = / zente, xente /
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s·c = s di "sale" + c di "cena"
fis·cio ; s·céto
s·cioco ; s·céxa
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Û, û si legge come "u " normale oppure resta muto
serve solo in poche parole a doppia pronuncia come:
qûi = / qui , chì / ha due pronunce ma indica solo "luogo
(infatti: sìtu qûi? = sei qui? ; sìtu chi?= chi sei?)
qûela là = / quela là , chela là ; quea là , chea là /
qûelo là = / queo là , cheo là ; quelo là , chelo là /
...
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NB: come già detto, queste semplici regole oltre a rappresentare due pronunce diverse in un solo segno, possono anche essere combinate fra di loro permettendo di rappresentare in un unico modo una parola che ha quattro o cinque pronunce differenti: es: zséja = / zéia, séia, zégia, ségia / , zsoco = / zoco, zoc[o] o zhoc, soco /
L'importante è che la Z non compaia mai da sola perché:
1) così si segnala che essa non ha mai la pronuncia italiana bensì interdentale
2) che questa interdentale può essere sorda /zh, th/ o sonora /z, dh/ mentre in italiano ciò non è chiaro
3) che comunque essa ha anche delle pronunce alternative semplificate dure /s/ oppure sonore /x /
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