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TALIAN, Patrimonio de Rio Grando do Sul

APPROVATO IL PROGETTO CHE DICHARA IL ‘ TALIAN’ COME PATRIMONIO DEL RIO GRANDE DEL SUD- BRASILE

Progetto Legge nº 50/2007 di Silvana Covatti


Il Progetto di Legge 50/2007, della Consigliere Silvana Covatti (PP), che dichiara integrante del Patrimonio Storico e Culturale Gaucho, il dialetto ‘Talian’, originato dagli italiani discendenti e radicati nel Rio Grande del Sud-Brasile, è stato approvato per unanimità, nella sessione dell’ Assemblea Legislativa (Consiglio dello Stato del Rio Grande del Sud), nel martedì, 19 maggio 2009.

Dall’ Assemblea Legislativa il Progetto segue al Palazzo Piratini dove dovrà essere sanzionato dalla Governatrice del RS, Yeda Crusius.

Il progetto era giá stato presentato anteriormente per il Consigliere Federale Vilson Covatti e, per la chiusura dell anno Legislativo era stato archivato. D’ accordo con la Consigliere Silvana, lei ha presentato un’ altra volta per il grande significato storico/culturale della Lingua ‘Talian’ e per il riconoscimento di tutti gli immigranti italiani e loro discendenti, che hanno aiutato a costruire, giorno dopo giorno, lo Stato del Rio Grande del Sud.
Storico- Il Brasile, secondo le statistiche, ha oggi una popolazione superiore ai 25 milioni di discendentri di italiani, oriundi della grande immigrazione del 1875 e del 1914. Più del 80% di questa popolazione è di origine Triveneta (Veneto, Friuli Venezia Gulia e Trentino Alto Adige) e Lombardia.
Attraverso questa maggioranza triveneta, il linguagio Veneto ha avuto un grande vantaggio sugli altri, soprattutto nella regione sul Brasile- che è stata la base dell’ immigrazione diretta, e di essa, per gli stati di Mato Grosso, Mato Grosso del Sud, Goiàs (emmigrazione interna), dove i discendenti hanno mantenuto la lingua delle loro famiglie.
Anche se più parlato e difuso il dialetto dei triveneti, questo si è mescolato con le parole degli altri dialetti italiani, specialmente il dialetto lombardo oriundo delle Provincie di Cremona, Mantova, Bergamo e Brescia, che si assomigliava di più al dialetto triveneto.
La distribuizione delle famiglie immigranti in piccole proprietà ha proporzionato la manutenzione di un moto di parlare al lungo del tempo, ha perduto la sua originalità e la lingua è stata arricchita costantemente con nuoni termini e altri dialetti e, in una linguistica dinamica, le parole del portoghese si sono incorporate al dialetto.
Abbiamo, allora che, dell’ amalgama dei diversi modi di parlare triveneto e lombardo e, in piccola scala, il parlare delle altre regioni, acresciuti all’ incorporazione delle parole portoghese, si è formata una nuova lingua, denominata per gli studiosi di ‘ Talian’, in modo di potere differenziarla della lingua italiana ufficiale.
Il ‘ Talian’ è lagato alle origini di formazione etnica del Rio Grande del Sud. Parlar del ‘Talian’ è riffare e ricostruire nel tempo e nello spazio, la vita degli abitanti del Nord Italia. Il ‘ Talian’, è l’ idioma parlato per un milione di persone in Brasile ed è considerato una lingua neolatina, con diritto di figurare al fianco delle classiche lingue italiana, francese, spagnola e portoghese.
E, in questo senso, è imperioso sottolineare che il ‘ Talian’ , con centinaia di pubblicazioni letterarie e didatiche come cartiglie, dizionari e libri di grammatica, è definito per gli studiosi come una lingua formata in Brasile.
È importante ugualmente risaltare che, se l’ immigrante ha partecipato attivamente della vita brasiliana provocando sostanza nell’ economia e nella modernizzazione dell ‘ agricultura, il ‘ Talian’ è stato lo strumento principale che hanno utilizzato per aiutare a modernizzare il Paese. Così come gli immigranti italiani, l’ idioma parlato per loro ha avuto la sua contribuizione importantissima per il Brasile.
Senza il’ Talian’ le conquiste e le vittorie occorse nel Sud Brasile sarebbero state più difficili e perché non dire, irragiungibili.
Il ‘Talian’ è per questo, un idioma che merita il più grande rispetto di tutti.
Il ‘ Talian’ merita di essere Patrimonio Immateriale dello Stato del Rio Grande del Sud.
Merita perché ha aiutato a scrivere la storia del progresso e dello svilupo del Brasile. Nella storia del nostro Paese, e notabile nella storia del Sud Brasile, il ‘Talian’ va, sicuramente, meritare un capitolo a parte, perché ha permesso a questa regione brasiliana, fra tante cose, la comunicazione armonica.




É MORTO IL FRATE ROVILIO COSTA- IL FRATE DEL LIBRI


Patrono della 51ª Fiera del Libro di Porto Salegre –RS e finalista del Fato Letterario della RBS TV nel 2005, Frate Rovilio Costa, 74 anni, è morto nella mattina del sabato, 13 giugno, probabilmente d’ un infarto.
Laureato in Filosofia e Pedagogia, Maestro di Educazione e Antropologia Culturale,
Frate Rovilio Costa era un dei più importante ricercatori e editore di libri sull’ immigrazione italiana nel Rio Grande del Sud.
Questo suo lavoro è nato da un sogno di ricuperare il microcosmo della sua infanzia.
Frate Rovilio Costa ha scritto più di 20 libri e nella sua direzione della Editrice Est, ha promosso, dal 1973, la pubblicazione di più di 2.000 libri, avvolgendo più di 3.000 scritori che raccontano la storia della immigrazione italiana ( la sua stessa orgine); quella tedesca (nazionalità di un Pastore che abitava a Veranópolis, terra dove è cresciuto); e la giudaica ( come il Dottore che attenteva la sua famiglia). Negli ultimi anni si era dedicsto alla schiavitudine nera, come erano neri i ‘ tropeiros’ che posavano a casa de suo padre. (tropeiros; quelli che andavano a cavallo per portare di una città all’ altra i bue, anche a lunga distanza).
Frate Rovilio era il più giovane di 7 fratelli e raccontava che il suo desiderio per il sacerdozio era cominciato da piccolo, quando ha avuto meningite.
Diceva lui- ‘In quel tempo dicevano che chi aveva meningite e riusciva a sopravvivere, diventava un po’ pazzo. Come potere vedere, io sono diventato completamente pazzo’- e rideva dello scerzo il Frate dei Libri e delle Parole.
È rimasto in ospedale quasi 3 anni per questa malattia, e il piccolo Rovilio ha cominciato a sentire il potere tranquilizzante che aveva quando dall’ arrivo di un Prete in visita ai malati. La mamma lavorava in ospedale per poter pagare la cura del figlio e dopo, come è sempre stata buona nella missione di aiutare e dare assistenza a chi aveva necessità, ha continuato e portava con lei il piccolo Rovilio.
Rovilio Costa è entrato nel Seminario il 04 febbraio del 1946, con 11 anni, nascosto di suo padre, cosa normale alla maggioranza dei figli di immigranti.
-Mio padre aveva l’ idea che era bisogno uscire di casa solo per lavorare, e quelli che non avevano da fare a casa. E in famiglia di contadini, lavoro non mancava.
Nel 1969 è diventato Sacerdote, nella stessa decada in cui ha cominciato a ricercare storie sull’ immigrazione.
Era insegnante a Villa Ipe (in quel tempo, frazione della città di Vacaria), e costumava frequentare i bar dove trovara vecchi amici che abitavano nella comunità, giocava il quatriglio, intanto ascoltava i nonni che parlavano ‘ Talian’ e ricostruivano la storia viva della colonia, lì, proprio davanti il Sacerdote che, preoccupato di preservare tutta quella memoria prima che i più vecchi andassere nell’ al di la, ha cominciato a scrvere con ossessione e ad organizzare le storie che raccontavano.
Ha scritto una serie di storie per il Giornale Correio Rio-Grandense de Caxias do Sul, mai pubblicate. Così, con base neli so scritti, Frate Rovilio Costa ha fatto un dei libri classichi sulla colonizzazione: Vita, Costume e Tradizioni, in 3 parti.
-“Documenti, registri, nomi e date sono soltanto lo squeletro della storia.Quello che abbiamo bisogno è mettera carne su questo squeletro della storia quotidiana”
Frate Rovilio Costa andava nelle Fiere di Libri e cercava tutti i libri che erano interessanti e li comprava, perché potevano essere utili per biblioteche nel interno dello Stato, sia in biblioteche, scuole e comunità. Sempre che parlava era del suo lavoro, del suo interesse col lavoro di ricerche che potevano aiutare a recostruire il panorama de un Rio Grande del Sud che pocchi conoscevano.
-Ha fatto una opera ammirabile pubblicando tutta la ‘suma’ teologica di San Tomas di Aquilo, una cosa impressionante per il volume e per la dedicazione in cui è stato editato. (Luiz Antonio de Assis Brasil).
-Soprattutto, è stato um Prete totalmente dedicato ai malati, una cosa che faceva ogni giorno, un lavoro di donazione alla vita religiosa.(Luiz A. De Boni)
Frate Rovilio insieme al Frate Aquilino Battistel, pregavano la messa da soli, tante volte, proprio dentro a la Editrice Est. Ha vissuto una vita in mezzo a libri e più libri. E è andato nel al di là proprio nel giorno del Santo in cui aveva fede, 13 giugno, giorno di Santo Antonio.
Nella Messa il popolo cantava ‘ Merica, Merica’... E con mille e più mille applausi, è stato sepelito nel Cimitero del Convento dei Frati Capucini a Porto Alegre, voltato in direzione alla sua Editrice EST.






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