Menu principale:
Cultura-Culture
Giovanni Battista Ramusio
Diplomatico, storico, geografo e umanista
[Treviso, 1485 - Padova, 1557]
BIOGRAFIA
Giovanni Battista Ramusio fu discepolo del filosofo e umanista Pietro Pomponazzi, fu versato nello studio delle lingue classiche e curò edizioni di Quintiliano e di Livio.
Fece parte dell'Accademia Aldina collaborando con il suo fondatore, il famoso umanista e stampatore Aldo Manuzio, curò per lui le edizioni aldine di ''Quintiliano'' 1514 e della ''Terza deca di Tito Livio'' 1519.
Scambiò fitte corrispondenze con eminenti personalità del suo tempo, quali il letterato Pietro Bembo e il medico Girolamo Fracastoro.
Appena trentenne divenne cancelliere della Repubblica Veneta e fu intimo collaboratore del Doge, dal 1515 fu segretario del Consiglio dei Dieci.
Raffinato diplomatico, venne inviato quale ambasciatore della Serenissima presso diverse corti europee.
Resta famosa la sua permanenza presso la corte del re francese Luigi XII durante la quale si interessò molto alle esplorazioni francesi nell'America del Nord.
Nel 1535 il nuovo re francese, Francesco I, incaricò il bretone Jacques Cartier di partire verso quella che successivamente sarebbe diventata la "Nuova Francia", il Canada.
L'esploratore bretone rimase particolarmente affascinato dal panorama di Hochelaga, che in amerindo significa "terra dei castori", un luogo di straordinaria bellezza, ricco di risorse idriche.
Cartier riportò le notizie del viaggio e delle scoperte in terra nord americana in un diario che consegnò dieci anni dopo, al suo ritorno in Patria, al re Francesco I.
Si trattava dell'unica testimonianza a disposizione dei francesi e quell'unico memoriale, attraverso i canali diplomatici, nel giro di pochi mesi pervenne sulla scrivania di Giovanni Battista Ramusio che, alla fine della sua carriera, lo pubblicò insieme a tutti i resoconti delle esplorazioni in suo possesso.
Nella rappresentazione cartografica del viaggio di Cartier, il nobile veneziano raggiunse delle vette di sorprendente perfezione utilizzando l'unico documento esistente per riprodurre la mappa che egli chiamò "La Terra di Hochelaga", nella quale si descrivono com'erano - e come sono ancor oggi! - i territori scoperti dall'esploratore francese.
Il nobile e colto letterato veneziano visse in un'epoca di grandi viaggi ma anche di grandi mutamenti culturali, sociali ed economici.
La scoperta dell'America e il contatto con popoli lontani diede ancora speranza alla Repubblica di Venezia che vedeva in quella nuova via marittima la soluzione alle difficoltà nei commerci con il vicino Oriente, messi in grave pericolo dalla presa di Costantinopoli da parte dei Turchi.
In quegli anni la Repubblica di Venezia era molto interessata alla via marittima delle Americhe che vedeva come un nuovo sbocco per i suoi commerci, messi in pericolo dall'avanzare degli ottomani nel Mediterraneo.
Ramusio fu l'uomo che scoprì il mondo con gli occhi degli altri. Pochi sanno che un veneziano è riuscito ad esplorare terre sconosciute stando comodamente seduto davanti a una scrivania.
Il Doge gli richiedeva mappe dettagliate di tutti i nuovi porti commerciali, e si fece dipingere da lui, negli appartamenti di Palazzo Ducale, una carta geografica con tutti i porti del Mediterraneo.
Ramusio avvertì, grazie alla sua spiccata sensibilità, che la scoperta di nuove terre avrebbe portato grandi mutamenti nella storia, e cominciò così a raccogliere e a trascrivere diari di viaggio, relazioni, notazioni.
Più di cinquanta "memoriali" - dalle grandi esplorazioni africane a quelle di Amerigo Vespucci, fino ai viaggi di Marco Polo - contribuirono a ricostruire l'epopea delle scoperte nel Nuovo Mondo configurando l'opera ramusiana come una grandiosa mappa di una terra che pareva non avere più confini.
La sua opera più importante e alla quale è legata la sua fama letteraria è il monumentale trattato dal titolo''Delle Navigazioni et Viaggi'', il primo trattato geografico dell'età moderna, pubblicato fra il 1550 e il 1606.
L'idea di comporre questo trattato risale sicuramente al periodo in cui ebbe l'incarico di prendere contatti con il navigatore Sebastiano Caboto, figlio di Giovanni Caboto per convincerlo a mettersi al servizio della Serenissima.
Le Navigazioni sono un'opera poderosa che, per la sua precisa e dotta compilazione e per la competenza dei dati cartografici, fu considerata uno dei fondamenti degli studi geografici moderni.
Da wikipedia
Menu di sezione: