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Coniugazioni

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Si può aprire da qui una tabella di esempio di coniugazione dei verbi regolari.

Bisogna ricordare che:

1) In veneto veronese e veneziano, nel veneto di città e nelle forme italianizzate non c'è cambio vocalico: te scólti, ti bevi, te movevi, movési.

2) In veneto veneziano alcuni verbi brevi e tutte le forme future hanno la 2ª sing. uguale alla 3ª sing/plur.
(ti va, ti ga, ti sa, ti farà, ti scoltarà) mentre la 2ª plurale termina in –é (bevé, temé).

3) in veneto trevigiano e feltrino-bellunese la 2ª sing. è
sempre uguale alla 3ª sing/plur. in tutti i tempi e in tutti i modi (te néta, te netava, te netarà, tu farà) mentre la 2plur. finisce in –é (bevé, temé). La 1ª sing. termina invece in –e (mi beve, mi vae, mi fae).

4) in veneto feltrino-bellunese la caduta delle vocali finali produce forme di 3ª sing/plur. in consonante
(el sént, i sént, el mét...) e la 2ª sing. che è uguale alla 3ª non può avere cambio vocalico (te sent, tu mét). Tuttavia se la parola termina in –i vi può essere cambio vocalico (córer-> curi!). In ogni caso le vocali scomparse, ritornano nelle forme interrogative: finìsitu? , sènte£o?

5) il veneto padovano antico (es. pavan di Ruzante) e il moderno veneto bellunese presentano la 1ª plur. in
–òn: parlòn, magnòn. Il veneto trevisano ha sviluppato una forma in –én: parlén, magnén.

6) la consonante finale sonora del veneto settentrionale può mutare:
te véd , te perd (basso bellunese) –> te vét / tu vét / tu perth (più a nord).

7) in alcune zone della campagna veronese e padovana vi sono forme di 2ª plur. futura in
-rì: parlarì, magnarì, finirì.



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